Recensioni

Il terzetto dei TSTT proviene da Foligno, ma le sue affinità con New York sono chiare a cominciare dal nome e dai titoli dei brani. Parliamo di quella NY che ha dato luce al punk-funk alla fine dei ’70 ed è la stessa Big Apple che ha ospitato le infinite propaggini di quelle sonorità ai giorni nostri.
Niente di nuovo allora, eppure qui tocca valutare la genuinità di queste ispirazioni, comprendere se c’è la stoffa in queste otto schegge di vita, prima apparizione sulla lunga distanza (sebbene siano solo 19 minuti!) dei TSTT, attivi da metà 2006. Le canzoni parlano la lingua dei Q And Not U, dei Rapture e dei primissimi Liars, i riff sono molto semplici, la sezione ritmica è calibrata al punto giusto ed il cantato è rabbioso e distaccato al contempo.
Tutto ciò non sarebbe sufficiente ad elevarsi dall’anonimato delle migliaia di band che tentano questa strada, però il trio ha dalla sua un songwriting ben sviluppato, con gli incisi al punto giusto ed un pugno di melodie indovinate, come in Last Gang In Town, The Architects Of Despair, Insert Disco Beat Here (quest’ultima arricchita da malevole tastiere).
E’ facile immaginare che un disco del genere trovi la sua rappresentazione ideale su un palco, perché è lì che ci si mette in gioco sul serio, tuttavia teniamo d’occhio le prossime prove dei TSTT, la precocità potrebbe trasformarsi in maturità.
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