Recensioni

Bassista dei Suicidal Tendencies dal 2002 e sessionman di fiducia del giro Badu–Sa-Ra–Lotus (lo troviamo su New Amerykah 1 & 2, Nuclear Evolution, Cosmogramma), il virtuoso Stephen 'Thundercat' Bruner esordisce come solista ovviamente su Brainfeeder. L'operazione segue la linea di pubblicazioni di musica suonata e fusion inaugurata dall'album di Austin Peralta; gli ingredienti sono quelli che la cerchia di amici (e Om'Mas Keith e Shafiq Husayn, la Badu, FlyLo e lo stesso Peralta sono appunto ospiti) lascia intendere.
Funk superslappato, electropop Ottanta e ambience laser-spacey, a creare una fusion – sfumata latin – che non arriva mai però al barocchismo generoso per quanto freddo del biondissimo pianista o al progressivismo spinto del nipote di Alice Coltrane. The Golden Age of Apocalypse è molto più asciutto. E mediocre. Is It Love? ha i suoi bei saliscendi vocali di scuola baduiana (canta Om'Mas) e Golden Boy riesce a scavalcare il solito esercizio funky (il 90% del resto del disco) diventando uno studio di spezzettamento ritmico. Ma ecco, semplicemente, a Thundercat sembra mancare la stoffa del songwriter e neppure sotto il profilo dell'alto artigianato da turnista che da lui ci si aspetterebbe ci sono qui grandi cose.
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