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6.6

Dopo varie esperienze soliste, la coppia folk formata da Threelakes (alias di Luca Righi) e Phill Reynolds (alias di Silva Cantele) approda ad uno “split”, titolo volutamente indefinito per indicare un nuovo progetto di collaborazione e, letteralmente, condivisione.

Split, infatti, è, nelle intenzioni dei due musicisti, un nuovo orizzonte in cui accumulare idee e suggestioni sul folk d’oltreoceano, sulle orme di Bob Dylan e Bonnie “Prince” Billy, Pete Seeger e Weakerthans, per citare alcune delle influenze più importanti di un EP che conta sei brani, divisi tra primo e secondo lato, tra primo e secondo artista. Un’essenzialità che rimanda ai grandi classici del genere, dove il semplice intreccio tra voce e chitarra acustica tratteggia le intenzioni del duo: sei pezzi, appunto, in cui respirare la malinconia dei grandi traditional americani, come dimostrano i tocchi country-blues di Burrow e Four Season Blues, a firma Threelakes. I brani di Reynolds – Twosday, Hey Joy – si caratterizzano invece per un cantautorato scarno e sussurrato, meno solenne rispetto a quello del collega, in modo da contrapporre trasversalmente le due anime del lavoro: quella di Righi più concentrata sulla ricchezza degli arrangiamenti, l’altra, di Cantele, debitrice verso un songwriting strettamente acustico.

Pur trattandosi soltanto di un piccolo inizio, questo Split ha il merito di mostrare buone qualità di scrittura da entrambe le parti, con canzoni semplici ma non scontate, oltre alla volontà di riuscire a far proprio il folk americano senza rischiare di cadere nella semplice imitazione.

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