Recensioni

4.5

L’inizio con la sirena ‘house nation’ è un fake. La Thievery non cambia rotta, anzi propone il solito dischetto buono per accompagnare cene a lume di candela o brunch davanti a un cocktail fresco. Non che non ci sappiano fare, anzi gli ingredienti ci sono tutti: l’esotismo indiano di Mandala, il rocksteady dub di Radio Retaliation, l’electro soul di Vampires, qualche accenno di bossa, la ballad melo in francese (La Femme Parallel) e un buon numero di effusioni ‘di protesta’, buone per la prossima festa del PD (El Pueblo Unido).

Avere la tecnica non vuol dire portare a casa il risultato. Qui si rivangano solo ritmi post-lounge che hanno decisamente stancato, in più con la spocchia da finti DJ ‘di sinistra’ (se questa etichetta ha ancora un senso). Per i gestori di lounge bar vale un 6.0, per tutti gli altri un’insufficienza piena. 

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