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7.5

Lo dichiarano apertamente nel titolo e con la copertina: i Silver Mt. Zion sono tornati per portare la luce. Dopotutto, immaginario e parole hanno sempre giocato un ruolo di primaria importanza, forse anche più della musica stessa – medium adattabile alle circostanze, di volta in volta –, nella congrega dei “canadesi” di cui Efrim Menuck è parte integrante se non proprio pietra angolare. C’è sempre stata una forte carica ideologica in ogni nota, così come in ogni parola scelta o in ogni aspetto dell’artwork e dell’immaginario visivo/comunicativo: discorso che vale ovviamente anche per i GY!BE e filiazione tutta, ma che per Thee Silver Mt. Zion acquisisce un valore aggiunto, vista la maggiore intelligibilità del progetto. E Fuck Off… – titolo anarco-messianico e perfettamente in tono col contenuto del disco, sorta di disillusione meets speranza o rabbia vs romanticismo – non sfugge alla regola: è un concentrato di eccelsa classe sonora unita a rivendicazioni “sociali” e ideologiche mai banalmente retoriche, quanto poeticamente ispirate.

Il disco è esposto in un percorso che si snoda lungo sei tracce d’ampio respiro e stilisticamente varie – come da tradizione – ma sempre legate al lirismo evocato dall’incrocio tra chitarre e corde: l’iniziale dedica alla propria città/roccaforte Fuck Off Get Free (For The Island Of Montreal) – deliquio di chitarre imbastardite in modalità stratificazione – e la romanticheria tutta archi e struggimento di What We Loved Was Not Enough rappresentano gli estremi di un disco che si muove con eleganza e fierezza all’interno dei recinti “indie”, “post-rock” e “rock”. Un album che si fa da subito classico tra i classici, che mostra il lato selvaggio e quello epico (la seconda parte dell’opener), che svaria tra folk, blues, pop cameristico d’autore (le dinamiche sottese a Rains Thru The Roof At Thee Grande Ball-Room (For Capital Stertz)) e stratificazioni chitarristiche, che riesce ad essere cullante e dolce (la nenia notturna di Little Ones Run) così come ruvido e aspro.

Per pathos, coerenza, lirismo, integrità, potenza, libertà di spirito, ecc. con Fuck Off… i Thee Silver Mt. Zion raggiungono livelli altissimi, paragonabili ad esperienze di radicale integrità e sapienza sonora quali gli Ex, ponendosi come punto di riferimento ideologico, prima ancora che strettamente musicale. In poche parole, l’ennesima dimostrazione della grandezza di questo (ex) spin-off dei GY!BE in un disco che è il loro probabile capolavoro (per tensione e complessità) ed, infine, il primo grande album del 2014.

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