Recensioni
Thee Oh Sees
The Master’s Bedroom Is Worth Spending A Night In
-
Stefano Pifferi
- 28 Maggio 2008

Mr. John “Coachwhips” Dwyer, signori. Uno che suona da millenni e
continuerà a farlo incurante di tutto, tranne che delle note della sua
chitarra. Uno che bazzicava la Providence del Fort Thunder
(nell’esordio 10” dei Landed, per inciso) prima di quasi tutti gli altri. Uno che a vario titolo ha suonato con Burmese e The Hospitals.
Uno che con Pink & Brown e Yikes, prima, ma soprattutto coi Coachwhips ha devastato i palchi di mezza America a suon di brutalità garage-rock primitivissimo. Da
un po’ di tempo il nostro sembra aver abbandonato gli altri progetti a
favore degli Orinoka Crash Suite, a.k.a. OCS, The Ohsees e
nell’incarnazione attuale Thee Oh Sees. Che a dirla tutta non sono
dirompenti e destabilizzanti come i predecessori, essendo nati come
privé per i suoi strumentali sperimentali ed evolutisi nel corso degli
anni in vero e proprio quartetto.
Il nervo c’è ed è scoperto, ma c’è
anche una fascinazione per l’aspetto solare e psichedelico, un California dreamin’ sballone e pieno di reminiscenze Jefferson Airplane (la voce di Brigid
Dawson), inserita in un fluire rockabilly mutante e in distorsione
acida che porta pure verso certo post-punk tribaleggiante e goth (la title track). Impreziosito, spesso, da pure gemme di psych-rock pastorale con armonie volatili da urlo, come Graveyard Drug Party.
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