Recensioni

Jules De Martino e Katie White, duo di Salford nel Nord dell’Inghilterra, animatori della locale factory “The Mill”, l’anno scorso hanno riscosso grandi consensi con Great DJ e That’s Not My Name, finiti un po’ ovunque a fare da colonne sonore o da jingle tv, oltre a trionfare a Glastonbury.
A sentirli siamo lì, un altro duo indie pop, con riferimenti al p-funk fine ’70-inizio ’80, un altro gruppo che mette chitarre pulite ma ispide su loop elettronici, per un pop che ricorda dei Pizzicato Five un po’ più scostumati (ma non troppo), con una vocina impunita il giusto, sfacciatella in stile electroclash a portare il tutto e il sogno di suonare con i Talking Heads.
Per di più anche due singoli tormentone… basterebbe un attimo ad averli sulle scatole liquidandoli come la prossima o la scorsa big thing (con possibili facili giochi di parole col nome della band).
Ma il talento per i singoli che caratterizzano un periodo non gli manca, certo, e il suono è sì modaiolo ma piacevole e le canzoni, dalla dilatata title-track a Shut Up and Let Me Go, sorta di rilettura dei Blondie di Rapture il disco è uno di quelli che in una festa senza dj potrebbe essere lasciato suonare dall’inizio alla fine e ballato tutto.
Alla fine, il suono di questi tempi fatto non solo con efficacia ma anche con una certa grazia.
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