Recensioni

Un’insistente scia passatista continua a ridisegnare la geografia di nuove e nostalgiche produzioni nostrane. In particolar modo nella fascia subcostiera mediterranea si sta scavando a piene mani in quel mood tipicamente seventies del garage-punk più crudo ed arcigno. Quello scarno ed essenziale, costruito intorno al trio chitarra-basso-batteria, infarcito di fuzz ed argute acrobazie melodiche. È il caso della band salernitana The Superslots Terrible Smashers, con l’album d’esordio Kidnappings: rapimenti e sacrifici da battesimo psych-rock, in linea con la succitata scia campana composta da band quali The Bidons, The Valium e The Bubbles, tutte accomunate da una sfrontata ricerca di quel suono così sporco quanto rock’n’roll. A testimoniarlo è anche la neonata label salernitana Chono Records – strettamente connessa ai The Superslots Terrible Smashers – qui in partnership con Area Pirata Records, mentre la cover art è a cura di Luca Maresca (Bonelli Editore).
Kidnappings è una piccola mappa ricca di punti di riferimento estremamente espliciti: dall’euforia dei The Sonics (Navajo), passando per le abrasioni in chiave garage-rock dei The Fuzztones (Wet Yell), preferendo sempre una linea stilistica riottosa di matrice Jon Spencer Blues Explosion che attraversa di netto l’intero album. Il risultato è una miscela al fulmicotone che si muove in un territorio vagamente lo-fi e che riesce a godersi momenti in cui si gioca con tavolozze bluesy (Longman) o acuti punk-rock (St.UFO) costruiti sul furore ardente del Jay Reatard di Blood Vision, dove sono sempre le trame chitarristiche a dettare tempi e traiettorie: uno schema ricorrente, a tratti eccessivo, che sulla distanza non stanca ma anzi riesce a trasformarsi in vero punto di forza di questo esordio. È significativo il voler tornare in spazi sempre meno battuti se non dai soliti noti (il ritorno dei The Sonics e dei JSBE nella scorsa annata, o il recente Post Pop Depression del sempreverde Iggy Pop), sintomo di un attaccamento che in prospettiva potrebbe portare ad una nuova ventata benefica per il genere.
Senza moti necessariamente innovativi, Kidnappings è un disco suonato con spregiudicatezza e col vizio dell’incoscienza. Un esordio che fa ben sperare per il futuro.
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