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7.3

La Sottile linea rossa. Il contrasto tra presente e passato. Antropologia moderna. Il capolavoro filosofico, prima ancora che cinematografico, di un Terence Malick in stato di grazia, impegnato a tracciare la linea di confine che divide l’uomo moderno dall’uomo primitivo, nel grande quadro di un unico cielo che sovrasta l’uomo. Primitive Blast dei The Shrine, una delle poche heavy rock band degne di tale nome, in sé ha lo stesso travolgente concetto. Il rosso, colore dominante nella copertina del disco, ma soprattutto il confine tra il nuovo e l’antico, tra il metal e il punk, in un’esplosione globale tipicamente Black Flag. Ed è questo il concetto musicale antropologico che rende i The Shrine probabilmente unici: la loro musica evidenzia, senza più alcun dubbio, che il punto di contatto fra metal e punk, in una risoluzione impropriamente chiamata Hardcore, sono proprio i Black Flag di Damage e My War. Due dischi che mai come oggi diventano epocali per il loro “limen” creativo.

I The Shrine nati a Washington ma cresciuti nelle pieghe del tempo passato, realizzano una delle opere più importanti di musica heavy, riuscendo come nessun altro oggi, a coniugare i Black Sabbath al punk, l’hard rock ai Circle Jerks. Apparentemente banali, ma in nuce straordinariamente innovativi, è come se portassero il passato verso il presente, sporcando la tradizione sacrale dell’hard rock e del primo punk, di suoni modernamente rissosi.  Per intenderci, una canzone come Run The Night, è la collisione di Iron Maiden, Led Zeppelin con il muro di suono di Rise Above. E così è Zipper Tripper. Suoni asimmetrici, che si bilanciano improvvisamente legandosi al concetto di riffcore, come in Whistling of Death, un trattato di cattiveria musicale incastrata in strutture ritmiche strutturalmente intricate, come se qualche traccia di funk si mortificasse nel ritmo selvaggio degli Adolescent alle prese con Motorhead e Ozzy Osbourne. Rock. Rock globale (non globalizzante). Viscere heavy metal prestate alla street life punkcore. Rock and roll marcito negli angoli della periferia. Ascoltate Run The Night, il passo successivo all’essenza animalesca dei primi Annihilation Time e la versione sonic rock dei mai troppo celebrati Rip Off.

Primitive Blast è un titolo che spiega. Che racconta. Che cristallizza. Perché non c’è nulla nei The Shrine che non sia primitivo ma, nel contempo, straordinariamente esplosivo e fulmineo.  Come se gli anni ’80 americani, e l’anti reganismo non fossero mai tramontati.  Di qui passa il futuro del rock and roll nella Sua essenza più reale.

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