Recensioni

7.3

Mentre ad Eminem proprio non riesce, sono i Roots a rimettersi alla grande, dopo l'abbuffata di pessimismo degli ultimi dischi. Rising Down doveva essere l'ultima prova del combo di Philadelphia, ma evidentemente non tutto quello che era necessario dire era stato detto. How I Got Over ci dice che si può dirlo senza dirlo e ci pare questo il migliore dei modi per chiudere – ma staremo a vedere – un'esperienza storica (e storicizzata) che lascia in eredità al mondo post-Roots almeno due grandi valori: l'idea di un hip hop suonato e legatissimo alle proprie radici funk e la capacità di mantenere un profilo etico-estetico esplicito, coerente, testardo, ma mai inutilmente sbandierato.

Registrato a partire dal 2008 e lavorato con la massima rilassatezza mentre i Roots erano resident band dello show notturno di Jimmy Fallon, pronto almeno già a febbraio e rimandato fino ad oggi, l'album ha alimentato un buzz sul suo possibile contenuto come non se ne sentivano da tempo, disattendendo clamorosamente in tal senso le anticipazioni date da Questlove e compagni. Niente cover di Peaches En Regalia di Zappa, tanto per dire, e siamo sicuri sia stato meglio così. Il disco ne ha sicuramente guadagnato in omogeneità. Produzione asciugata al massimo (oltre alla sezione ritmica, soprattutto un piano e un'affusolata chitarra elettrica), il disco è il lavoro più esplicitamente soulful (si apre con un doo-wop alla Mr. Sandman con ospiti i Dirty Projectors, mette in scaletta l'ormai canonico omaggio al maestro HHsoul J Dilla), il più suonato e smooth del catalogo rootsiano, sempre e comunque tra funk croccante (mai così secca e crepitante la batteria di Quest) e pezzi rappusi costruiti giusto con due tocchi e che – molto semplicemente – spaccano. Gli altri ospiti buzzy: John Legend (il suo disco di cover, prodotto proprio dalla cricca Roots, uscirà a settembre) e Joanna Newsom (in un campionamento dal suo brano Book of Right-On).

Alcuni critici USA hanno definito How I Got Over "lyrically inconsistent". Peccato che qui non siano i testi il focus della faccenda. Questo è il disco post-Obama dei Roots, il gemello della Nuova America parte seconda di Erykah Badu. I Roots hanno bacchettato il tiranno e hanno adesso il buon gusto di non tessere le lodi dell'eroe. Elegante, quasi austero, ma generoso all'ascolto, How I Got Over è una dichiarazione d'amore per quella tradizione negra di cui i ragazzi si sono nutriti per decenni e che in più di vent'anni di carriera hanno contribuito a rinnovare.

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