Recensioni

Strano cimento per i Notwist, quello della soundtrack per il political thriller Storm del regista tedesco Hans-Christian Schmid. La gravità delle situazioni spinge il mood sonico verso un ambient carico di inquietudini tese, rese con un piglio minimale ma intenso, parente in qualche modo degli scarni quadretti periferici imbastiti dai primi Godspeed You Black Emperor (tolte ovviamente le sfuriate elementali), cosicché una Jan o una Jonas sbocciano da bordoni caliginosi e ossessivi su cui agisce una malferma teoria di chitarra e tastiere, quando non prevale la struggente malinconia degli archi (come nella toccante Storm 2).
Altrove la trama è più sintetica, quasi una folktronica incupita e dimessa (vedi The Hague), oppure un Autechre spossato (Prayer), mentre un pizzico dei "soliti" Notwist fa capolino in Sarajevo 2, se non altro per quell’arpeggio di banjo che però non alleggerisce il senso di generale apprensione. Una soundtrack pura, funzionale alla pellicola cui s’ispira, e in questo senso riuscita. Meglio arrangiata che ispirata, a dirla tutta, però almeno sorretta da una progettualità forte.
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