Recensioni

Rieccoli i Mars volta. Il sesto album della serie rappresenta un'altra occasione per assaggiare un Rodriguez-Lopez / Bixler Zavala pensiero che, diciamolo subito, ci ricordavamo più estenuante.
Tenuti a freno gli istinti di onnipotenza, e contenuto il minutaggio della tracklist, Noctourniquet sfodera un incrocio di sonorità 90s (specie nella batteria frenetica del nuovo arrivato Deantoni Parks), power-prog per chitarroni e tastiere space/kraut. Tutto ok dunque? Mica tanto, perchè poi i nodi vengono al pettine e si scopre di avere per le mani il classico lavoro che il duo ci sta propinando da troppo tempo: buoni spunti con alcuni brani coinvolgenti (lo space rock di Aegis, il virare reaggae The Malkin Jewel) versus il solito guazzabuglio barocco senza né capo né coda (Zed and two naughts, ma anche la ballata emo-insipida di Imago).
Si fa sempre un gran parlare dell'approccio sperimentale che caratterizza le uscite dei Mars Volta: in certi frangenti è un puro specchietto per le allodole.
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