Recensioni

Giunti al terzo disco i londinesi Maccabees confermano la loro capacità artigianale di sedurre l'ascoltatore per la durata di un attimo: poco a poco nel corso dell'album di cominciano a intravvedere tutte le strizzatine d'occhio necessarie a spingere il disco e la band verso un mainstream, oramai sempre più a portata di mano di tutti. Dopo un esordio (Colour It In) portato in palmo di mano da NME nel 2007 e un sophomore che entrava tutto in scia Futureheads (Wall of Arms del 2009), ora è il momento di lasciare gli angoli per sposare un sound più epico e tondo che in Ayala e Forever I've Known mostra chiare imitazioni Florence And The Machine. O, meglio, del revival di un rock settantino filtrato UK (vedi anche Muse) che non ha mai smesso di ammaliare una buona fetta di ascoltatori in tutto il mondo. Per seguaci.
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