Recensioni

6.8

Come già ho scritto ai tempi di Saturnalia, l’album di debutto del sodalizio Gutter Twins, la musica proposta da Dulli & Lanegan possiede coordinate stilistiche e temporali ben precise, inguaribilmente, cocciutamente, impudentemente obsolete. I due gemellini elettivi sono i primi ad esserne consapevoli e i più entusiasti nello sbattersene: se c’è una cosa che possono permettersi è fare quel che cazzo gli pare, vi (ci) piaccia o meno. A me, tutto sommato, piace. Più l’atteggiamento della musica, ok. Però mi ci trovo bene, benissimo. Il punto è che non pretendo nulla di clamoroso da loro, figuriamoci da questo ep messo assieme probabilmente con materiale in esubero (distribuito esclusivamente via iTunes). E quindi godo nel trovarli in splendida forma alle prese con pezzi altrui che palesemente adorano, facendoli propri e quindi corrompendoli da par loro: come Belles dei Vetiver, le cui cartilagini bucoliche diventano una melma insidiosa, o la straordinaria Down The Line di Jose Gonzalez, che da folk allampanata si fa torrida e battente previo un Dulli in gran spolvero, mentre la presenza di Duchess – dal repertorio di Scott Walker – presumo sia frutto delle ben note predilezioni di Mark. Più ordinarie tanto nella resa che nella scelta Deep Hit Of Morning Sun dei Primal Scream e Flow Like A River degli Eleven, così come i tre originali all’insegna di cupezze folk-blues con qualche fregola drammatica di rilievo palesemente "afgana" in We Have Met Before. In conclusione, a qualcuno sembrerà il festival della banalità, altri se la godranno senza troppe conseguenze. Nient’altro da aggiungere.

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