Recensioni

Forti dei consensi raccolti da Blueberry Boat,
Matthew e Eleanor Friedberger riprendono fiato pubblicando questo
omonimo EP, che segue di soli sei mesi il fratello maggiore. Il
materiale qui ripreso è per la maggior parte già edito ma, inserito il
cd nel lettore, salta subito all’orecchio che non ci troviamo di fronte
alla solita raccolta di rarità, immessa sul mercato ad uso e consumo di
fan incalliti. La tracklist è infatti omogenea e sorprendentemente
coesa, come se queste canzoni fossero state concepite l’una in funzione
dell’altra (si pensi alle prime cinque tracce, mirabilmente fuse una
dentro l’altra senza una caduta di tono, nonostante originariamente
pubblicate in momenti differenti), e la struttura è sapientemente
bipartita (con un ideale lato A composto da singoli “radiofonici” e un
lato B con i brani più lunghi e sperimentali), tanto che il tutto
finisce per acquistare una dignità propria. Con questo dischetto – si
fa per dire, considerati i suoi quarantun (!) minuti di durata – i
Fiery Furnaces compiono un’operazione che ha del miracoloso,
trasformando una silloge di b sides (infarcita da qualche cruciale
inedito) in un lavoro che non è solo un ideale compendio a quanto
pubblicato in precedenza, ma rappresenta un ulteriore passo in avanti
verso la perfetta formula art-pop.
Ciò avviene
quando i Nostri condensano le loro intuizioni brillanti in
irresistibili gemme da tre minuti di media, come nella prima parte di
questa collezione; soffermarsi sui singoli episodi vorrebbe dire
togliere la sorpresa all’ascoltatore, basti dire che Single Again (già pubblicata l’anno scorso come A side), Tropical Ice Land (in una versione più eccentrica che nell’album di esordio), Here Comes The Summer (inedita disco wave à la Blondie), Sweet Pots, Evergreen e Sing for me(due b side di puro glam-pop britannico) sono tutte canzoni
irresistibili, che tengono l’ascoltatore incollato alle casse dello
stereo senza lasciargli scampo. Dall’altro lato, Smelling Sigarette e Cousin Chris– coi loro cambi di tempo, la scrittura liscia, i richiami ai limiti
del lezioso a Who e Genesis- riprendono nella forma le suite
magniloquenti di Blueberry Boat, ma è solo
l’altra facciata della stessa medaglia, quell’amore per la musica
“rappresentata” che non è mai venuto meno (e le inedite Duffer S.George e Sullivan’s Social Club lo testimoniano egregiamente). Lungi dall’essere un’inutile raccolta, Fiery Furnaces EP è sinora il lavoro più rappresentativo dei due fratelli di Chicago. Sarebbe da matti lasciarsi sfuggire un disco del genere.
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