Recensioni

“I’m a 50 year old man, and I like it / I’m a 50 year old man, what can you do about it?”. Basterebbe citare questo verso (e la relativa fiumana sonora di 12 minuti a cui è associato), e la recensione potrebbe fermarsi qui. Per chi vuole continuare a leggere: l’ultima impresa di Mark E. Smith ce lo ripresenta vecchio, brutale, incazzatissimo e stronzo come non mai. Ovvero in quella stessa forma, inossidabile e tostissima, in cui lo abbiamo lasciato giusto poco fa – l’eco dei fasti dell’anno scorso, l’incredibile avventura electro-pop dei Von Sudenfed e il crudo, scuro e scorbutico post punk di Reformation Post TLC, risuona ancora.
Questo Imperial Wax Solvent, se possibile, fa ancora meglio: con lo zampino di Grant Showbiz – praticamente una garanzia: nel suo carnet ci sono Dragnet, Grotesque, SlatesEp, TheUnutterable-, si torna a quella varietà stilistica, amabilmente incoerente, che ha fatto grandi almeno il 50% dei dischi della band (del restante 50% ne è stata la rovina), in un felice e torbido ibrido fra sperimentazioni para-elettroniche e amatissima bassa fedeltà. Dall’apertura in stile Beefheart (mutato Beck)di Alton Towers, attraverso il riffaccio di Wolf Kidult Man, l’anthem pop punk di I’ve Been Duped (con la nuova moglie Elena Paolou al posto della Brix che fu), lo spoof stoogesiano di Strange Town, i pseudo Silver Apples di Taurig, fino ai watt lerci Exploding Chimney, non abbiamo nient’altro che il nuovo, ennesimo classico dei Fall.
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