Recensioni

7.2

Si scrive Devonns ma si legge pop soul di alta classe. Originari di Chicago, città del jazz più sperimentale e del post hardcore, del vento incessante – la chiamano Windy City mica per nulla – in cui per circa quindici anni si è librato sua Maestà Michael Jordan sfidando leggi della fisica, della biologia e il traffico aereo del Chicago-O’Hare, i Devonns (si legge “De vaughns”) sono l’ultima scommessa della sempre ispirata Record Kicks, label milanese e casa di gente come Calibro 35, Tanika Charles e Hannah Williams. Influenzati in egual misura da Isley Brothers, Leroy Hutson e Jamie Lidell, i quattro ragazzoni dell’Illinois sbagliano pochissimo, forse nulla, compilando un gran lavoro di scintillante soul. Dalla openin’ Come Back alla chiusura di Long Goodbye ci sono quarantun minuti di grandi canzoni, scritte con il piglio dei veterani e non degli esordienti ai primi passi; dieci tracce in odor di anni cinquanta e dell’inconfondibile Chicago Soul, sound che dal 1950 al 1980 ha caratterizzato la produzione musicale della città baciata dal lago Michigan.

Spetta a Come Back aprire le danze, efficace e zuccheroso soul d’amore scritto in meno di dieci minuti dal cantante, polistrumentista e promesso medico Mathew Ajjarapu, per poi spostarsi verso Green Light, traccia di Jamie Lidell e prima cover della scaletta. In un Amen si va dalle parti del doo wop di Tell Me e si continua verso il philly sound di Think I’m Falling In Love e alla Motown di Blood Red Shoes, il cui ritornello non può far tornare alla mente il Marvin Gaye di What’s Going On. C’è spazio anche per un’altra cover ed è So In Love With You di Leroy Hutson, eccellente cantante che nel 1971 era stato chiamato a sostituire Curtis Mayfield negli Impressions. La versione dei Devonns, arricchita con dei suadenti archi, è il giusto tributo per Hutson, il cui contributo alla musica soul è molto spesso non considerato pienamente. Per approfondire la produzione di Leroy Hutson, consigliatissima è l’Antologia curata dalla Acid Jazz: non ve ne pentirete.

Giovani, ispirati, più forti del COVID-19 – il disco era precedentemente previsto per marzo e poi posticipato – e dei nazisti dell’Illinois, i Devonns impacchettano un ottimo lavoro di pop soul senza sbavature, rispettoso della storia ma con uno sguardo rivolto al futuro.

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