Recensioni

Superato l’esame del primo album, i Clientele sono a tutti gli effetti
una band che fa sul serio. Il contratto con la Merge non impedisce loro
tuttavia di concedersi nuovamente alla Acuarela per continuare la
tradizione degli ep “esplorativi”. Ariadne infatti – come Lost Weekend– copre spazi sonori più sciolti e meditati, azzarda direzioni e scopre
angoli che arricchiscono il profilo espressivo del trio britannico.
Soprattutto in questo caso, l’approccio concettuale della loro visione
sonora si sovrappone e spesso s’impone al tipico folk-pop sognante. Non
a caso il programma è aperto da un breve preludio di piano, note
sparute, sospese nel loro frusciante riverbero: s’intitola Enigma,
e punta dritto all’angoscia gelificata che pervade la celebre pittura
di De Chirico (esposta a Londra nel 2003) cui è dedicato il disco,
tornandoci poi sopra con Ariadne Sleeping, ancora un piano solingo come una fosca tenerezza Satie.
Molto di più azzarda The Sea Inside A Shell, lunga perpetuazione d’organi e ondivaghe rifrazioni sintetiche pervase d’allarme Eno/Wyatt e angoscioso disvelamento Terry Riley:
dire sorprendente è poco. Stando a queste, sembrerebbe di avere a che
fare con una sorta di dark side dei Clientele, però le due tracce
rimanenti percorrono strade più consone, addirittura quintessenziali
come l’arpeggio tremolante e le premure di basso brumoso di Summer Crowds In Europe, mentre la conclusiva Impossible– l’unico brano cantato – spiana struggente melodia e piglio angoloso
con fare malfermo fino alla psichedelia dissanguata dell’assolo (sarà
ripresa, opportunamente smerigliata e impreziosita, su Strange Geometry):
quasi a voler incastonare il desueto nel consueto, l’indagine
nell’ordinario, a dimostrare una versatilità insidiosa nel loro
sognante cuore pop. E ribadire la peculiarità di una band solo
apparentemente normale.
Amazon
