Recensioni

5.5

Dopo Pharrell Williams e Kanye West, pare che Teyana Taylor ne abbia avuto abbastanza di sudditanze artistiche varie nei confronti di produttori-accentratori. Così in questo nuovo The Album la (anzitutto) ballerina newyorchese sembra voler cancellare la lavagna e ripartire da capo. Da qui un titolo che sembra voler identificare un nuovo vero e proprio esordio, manifesto nelle intenzioni definitivo di un percorso musicale che è sempre stato decente sì, ma piuttosto traballino anche. 

KTSE era stato la sagra della sintesi – solo 7 pezzi – e dei riflettori puntati sulle produzioni di Kanye, all’epoca nel pieno del suo altalenante delirio in Wyoming. E allora questo nuovo capitolo è all’insegna di un’esibita e consapevole prolissità: 23 pezzi, una roba interminabile. Il terreno di gioco è chiaro e ben delineato: dalla copertina (e relativa acconciatura) molto à la Grace Jones, passando per una sfilza di ospitate illustri che vogliono legittimare la Taylor come nuova icona della femminilità black più colta – da Erykah Badu a Missy Elliott, fino a Lauryn Hill – il solco è chiarissimo e scremato da qualsiasi sfumatura. Sia chiaro, il tutto per funzionare funziona: The Album è un disco di r&b ben fatto e perfettamente ortodosso verso tutta una tradizione che si allunga slalomeggiando tra i nomi che abbiamo detto.

Se tutta l’operazione di framing ci sta ed è ben condotta, il problema è che alla fine Taylor non ha poi granché da dire. Abbiamo le parentesi intime-familiari, con le presenze della figlia di cinque anni Junie (roba che Eminem faceva già vent’anni fa) e del marito Iman Shumpert (che non si vede su un campo da basket da parecchio tempo, perché come Wake Up Love insegna, ha di meglio da fare), ma ci sono anche i momenti in cui la signora gioca la carta della sessualità con Kehlani (Morning). Insomma, il tutto può anche ammaliare ma è veramente difficile che riesca ad interessare; e tutta questa logorrea ha più che altro il sapore di una ripicca per l’imposto riduzionismo del disco precedente. Con così tanto targeting e così poca esigenza, il disco che nelle intenzioni avrebbe dovuto renderla la nuova Beyoncé certifica semmai quanta distanza ci sia ancora verso i modelli più illustri. Peccato.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette