Recensioni

I Terzo Piano sono quattro ragazzi di Cava dei Tirreni che nei primi anni Dieci iniziarono a pestare forte sul versante elettrico, sfornando un EP autoprodotto (TREPPI EPPI) che fece guadagnare loro il ruolo di opening band per Ministri e Bud Spencer Blues Explosion. Poi cambiò il vento, arrivarono altre idee. Nell’estate del 2014 parteciparono al concorso Le Canzoni Migliori Le Aiuta La Fame con un brano che svoltava deciso rispetto ai loro standard: Loop è una sorta di rumba metropolitana che incendia elementi indie e pop in chiave atmosferica, rammentando certi Giardini di Mirò più canzonettari e scossi da retaggi hardcore. Sbaragliano la concorrenza aggiudicandosi in premio la produzione di un album tutto intero, il qui presente Super Super, che è anche una specie di ripartenza dal momento che chiarisce ancor più la piega cinematica e soul del loro suono, cosa che fa fin dall’iniziale Intro, uno strumentale suggestivo quasi trip hop.
Poi vai di soul trattenuto sul filo di arrangiamenti elettrosintetici spesso essenziali, liquidi, le strutture che tendono alla svolta, alla canzone-lanterna magica, talora ammiccando la modalità Tiromancino e altrove suggerendo retaggi dai Subsonica più suggestivi, con le particelle spacey mutuate dall’angolazione analogica degli Air. La ricetta è valida e, quando funziona, produce piccoli miracoli come Super-8 (languori Sinigallia e vampe Notwist) e i tremori funky in chiave cosmica della conclusiva 0. Il problema è che non sempre funziona, credo principalmente per due motivi: l’attitudine a manipolare temi e materia con troppa leggerezza, finendo per sembrare artificiosi sia nel teatrino (si veda l’affettazione di Jungle o i coretti di Attratti super) che nella gravità (in H il livello imbarazzante del testo e il rallentamento in chiave quasi chill out della seconda parte); la voce spesso inadeguata (questione di timbro più che di estensione, anche con pochi mezzi si può fare di più e meglio – vedi i Perturbazione).
Peccato perché non si tratta della solita band che puoi definire in tre parole. Ma la complessità richiede controllo e direzione. O, se preferite, un produttore con le idee forti e chiare.
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