Recensioni

In attesa dell'album di debutto vero e proprio, Undeniable, in uscita a novembre, Terror Danjah mette sul piatto un EP tagliato con il cesello, mezz'ora di pura classe produttiva. Il suo horror step strumentale è raffinatissimo, uno stile non solo perfettamente modellato, scolpito in un continuo appagante esercizio di microspasmi, ma soprattutto immediatamente riconoscibile. L'uomo cura tutte le componenti della sua musica, timbri, melodie e struttura dei brani, e il risultato è eccellente.
Otto titoli perfettamente autodescrittivi: rimbalzi e giochini alla Ikonika (Space Traveller), breaks e assalti di archi, come nel suo stile ninjesco (Menace), pulsazioni spastiche annegate nel flow (Pulse), torcimenti (Twisted), studi di asciugamento dub (title track), luccicanti rullanti dubstep (Uptown Lane), atmosfera sinistra, due tocchi di piano su una base più che secca disidratata (programmaticamente, Horror Story), addirittura ritorno allo UK garage via dancehouse/tribal in un'altalena di sfarfallii di tastiera (Ride 4 Me). Terror è il produttore grime&dintorni dal tocco più elegante attualmente in circolazione.
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