Recensioni

Con In Circles Tara ritrova la formula che le è più congeniale e innata, quella di In The Sun Lines. Rispetto alla prova precedente, sottotono e alla ricerca di un folk maggiormente desert-rock (espresso in canzoni più o meno convenzionali appena sporcate dai nastri), la cantautrice ripropone il songwriting in bilico tra intimismo, sperimentazione e umanità, che aveva fatto di lei più di una talentuosa tra le promesse.
Ed è una O’Neil rinfrancata quella che si ascolta fin dall’inizio del lavoro, più sicura e in chiaro, capace di sfidarsi melodicamente, di non accontentarsi della confidenza a pochi eletti. A Partridge Song e The Louder sono puro incanto, una doppietta di canzoni dalle strofe da diario, con l’autrice proiettata oltre lo steccato delle logiche sedanti. Tara vs Joni, verrebbe da dire, strofa contro strofa, ascoltare la migliore del lotto, The Louder, per credere. Ci troviamo lo spleen sottotraccia che fece grande Drake, ma anche il più caparbio dei motti carry on americani, insomma, un piccolo classico.
È un peccato – ma neanche una novità – che i restanti brani in scaletta non riescano a mantenersi a questi ottimi livelli, eppure l’astrattezza di A Sparrow Song è un buon momento di passaggio come le venature nashvilleiane di Blue Light Room o desert di Need No Pony informano che l’ex Sonora Pine e Retsin, oltre che ultraterrena, ha anche fatto di questa attività un mestiere. E anche nell’artigianato il talento non le manca.
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