Recensioni

7.3

Tanika Charles, a vederla svettare dalla copertina di Soul run con un fiore tra i capelli, ricorda l’immagine di Billie Holiday, solo un po’ più colorata e contemporanea. Tanika ha iniziato il suo percorso musicale grazie alla spinta del fratello musicista e produttore, è cresciuta ascoltando Stevie Wonder e D’Angelo, senza rinunciare ad artisti più contemporanei come Rihanna e Drake. Dopo una breve gavetta, e un primo EP uscito nel 2010 (What! What? What!?), è riuscita nel giro di pochi anni a imporsi tra i nomi più importanti della scena soul contemporanea, tant’è che il suo album d’esordio è già stato candidato ai Juno awards nella categoria album r’n’b/soul dell’anno.

Se Lemonade e Dirty Projectors (per muoverci su sentieri contemporanei) hanno confermato, in tempi recenti, che problemi sentimentali e la fine di passionali storie sentimentali possono ispirare ottimi dischi, Soul Run rinfocola la teoria che non tutto il male derivante da un cuore spezzato viene per nuocere. La cantante decide di mettere fine a una non proprio idilliaca relazione: senza pensarci su due volte si mette in macchina e scappa in direzione Toronto, salvo accorgersi, in un secondo momento, di non saper guidare. L’album d’esordio della cantante canadese scaturisce da questa turbolenta fuga ma anche da ciò che le è successo dopo, nel momento in cui ha dovuto rimboccarsi le maniche e ricostruire tutto da capo. Viscerale e sanguinante, Soul Run è dunque un lavoro fortemente personale che parla di dolore e rinascita attraverso cicatrici e sentimenti. Lo fa in modo diretto e incredibilmente onesto, senza autocommiserazioni, anzi con il petto ricolmo d’orgoglio.

Pubblicato dall’etichetta italiana Record Kicks, con la produzione di Slakah The Beatchild (già al lavoro con Drake), il disco è, manco a dirlo, fatto di una pasta soul che guarda alla Motown più classica, impreziosita da suoni contemporanei a bucare l’effetto revival. A suo modo è anche un album eclettico nei rimbalzi tra tradizione, hip hop e jazz (More than a man), e a fare da collante, naturalmente, ci sono il forte temperamento di Tanika Charles e le sue incredibili doti vocali.

Soul Run non è un semplice disco d’esordio: è un album solido, ispirato, forte, ruvido e accogliente, un ottimo punto di partenza che per molti sarebbe già un punto di arrivo.

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