Recensioni

6.8

Victoria Bergsman si riconferma artista fortemente empatica che predilige gli influssi di viaggi e luoghi lontani ad ogni altra possibile fonte d’ispirazione. Dopo aver riflesso il periodo trascorso in Pakistan in East Of Eden (2009), l’ex voce dei Concretes sceglie le Hawaii per il terzo disco in studio sotto moniker Taken By Trees: Other Worlds è un vero e proprio concept album che punta al trasporto sensoriale dal grigiore della quotidianità occidentale ai colori vividi del paradiso tropicale.

L’obbiettivo viene centrato egregiamente grazie ad un set senza soluzione di continuità fatto di jam dub-pop di per sè inappuntabili, costruite lungo pozze di synth in loop, chitarre steel ‘n’ slide, steady-beats reggae, groove languidi, percussioni etniche e – tecnica già in mostra nel precedente lavoro – campionamenti di suoni naturali. Complice inoltre l’esplorazione di un territorio musicale quale quello caraibico/balearico che da tempo vede gli svedesi come battistrada, la Bergsman trova – con l’aiuto della mano ferma di Henning Fürst dei Tough Alliance – dimensione mai così convincente per le sue vocalità composte e le viene naturale recapitare numeri stand-out a cui non è solita: Dreams (consigliato il recupero di entrambe le versioni extended instrumental e dubbed-out presenti sul 12” singolo), la disco-balsamica Large, la marimba reggae I Want You e ancora Pacific Blue, che vede coinvolta l’intera gamma strumentale, xilofono, steel pan e fagotto compresi.

Più efficace di altri dischi sulla falsariga quale il debut di Heavenly Beat, va però detto che Other Worlds non ne condivide la puntuale data d’uscita volta all’uso e consumo immediato e rischia quindi di vederne compromessa la resa a un paio di spin sull’onda dell’ultimo summer-hangover. Appuntarsi già ora di rispolverarlo dopo l’inverno.

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