Recensioni

7.1

Due colonne portanti della Lepers fanno il botto più sbruffone e
spinoso immaginabile. Disarticolati, impertinenti, ombrosi, ruvidi
ragli hard-funk oppiaceo o rock blues scanzonato come slacker
all’ultimo stadio. Le voci sguaiano echoizzate tra batterie esagitate e
chitarre spinose, oppure tra forme sformate e freevolezze acide e
sbrigliati svarioni, in un vasto sbeffeggiamento disincantato tra
coretti appiccicosi come potrebbero dei Jane’s Addiction o dei Flaming
Lips poco prima di collassare. Raffiche rock blues dalla nevrastenia ShellacMarta Sui Tubi,
una tensione che non smette un momento di sembrare posticcia ma è
proprio quel che vuole, infatti suona del tutto necessaria e
inevitabile come un Jon Spencer invalvolato Sonic/Pavement.
A questo punto quindi perché non caracollare sul lato selvaggio
loureediano con ineffabile filologia beckiana? E perché non svaccare
svaccando Whit A Little Help From My Friends?

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