Recensioni

7.2

Avete presente il brit pop più festoso, casinaro e patinato di metà anni ’90? Quello senza troppe ambizioni, tutto ritornelli da classifica, chitarre saltellanti e vocoder che incalzano, tra The Charlatans e Happy Mondays? Ecco, i Superfood fanno quella musica lì, ma la fanno incredibilmente bene, divertendo e divertendosi come matti.

Andiamo con ordine: dopo una breve parentesi da produttore, la voce e chitarra del gruppo, Dominic Ganderton, ha deciso di mettersi in proprio, riuscendo nell’obiettivo tutt’altro che scontato di suonare un genere che potrebbe anche aver detto tutto. Questi quattro ragazzi di Birmingham, contro ogni aspettativa, danno invece ampia prova di maturità, rimpastando il brit pop dei Manic Street Preachers e infarcendolo di contemporaneo candore alternative, con gusto e sostanza.

Sia chiaro, Don’t Say That rimane un disco pop nella concezione piena del termine. Non ha ambizioni alte, testi complessi, né particolari vezzi produttivi. I refrain in loop sono esattamente dove devono essere e tutto ha il sapore di un costante già sentito. Nonostante ciò riesce comunque nel suo intento: far trascorrere all’ascoltatore una mezz’ora abbondante in allegria, tra pericolosissime ballate radiofoniche (Mood Bomb, It’s Good To See You).

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