Recensioni

6.8

Un sound stretto parente della scuola Homesleep, che da una solida base indie-rock dirama verso placente psichedelic-pop unendo melodie Yuppie Flu, ralenti à la Slowdive, e una naturale propensione per i risvegli in coccolato stordimento. Ecco la lastra dei Sunday Morning, uno screening dettagliato al quale non mancano neppure tibie e peroni dei bucolici carenati dei nostri tempi quali Grandaddy e Radar Bros (July July, e soprattutto Look At Stars da far impallidire Jim Putnam!), progenitori anch’essi di un sound ottimamente intagliato, inaspettatamente caldo, profumato, avvolgente quando non amabilmente corrosivo e splendidamente elettrizzato.

In formazione consolidata dal 1998, e recentemente avvistati al Progetto Demo 2005, i cesenati Sunday Morning sfornano un esordio sulla chilometrica distanza, riproponendo quattro episodi già presenti in un antecedente EP (July July, Ellis, From The Basement e Is That Racoon Sweeter Than Me) – scaricabili gratuitamente dal sito dell’etichetta Midfinger – e sei del tutto inediti.

Il report è dei più freschi e rosei. Percorrendo fedelmente la Via Emilia dell’indie rock, Take These Flowers To Your Sister non può che sciogliere come neve al sole gli aficionado di queste sonorità. Una dichiarazione da mano nella bocca del fauno romano (che stavolta non me la mozzerà!).

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