Recensioni
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Abbandonato il primo gruppo – i Marzuki -, Sufjan inizia la carriera solista con una raccolta di canzoni all’insegna del rock/pop e della musica etnica. Una fusione peculiare che vede un’attitudine lo-fi (principali ispiratori Beck e Sebadoh) amalgamarsi ad arrangiamenti peruviani, andalusi e indiani. La strumentazione è tra le più varie e comprende, oltre ai consueti strumenti rock, anche banjo, xilofoni, sitar e oboe.
Album piuttosto ben arrangiato, con almeno un paio di momenti discreti (A Winner Needs a Wand e, forse, la slintiana The Oracle Said Wonder), comunque troppo lungo (un ora e un quarto) a fronte del numero di idee espresse. A Sun Came evidenzia un artista ancora acerbo ma promettente.
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