Recensioni

Da un’idea di Dave Boulter nasce il side-project Songs for the Young at Heart, un disco di canzoni, storie e ricordi infantili condiviso con i sodali Stuart Staples e Neil Frazer dei Tindersticks, coadiuvati da un manipolo di artisti scelti per ogni pezzo. Una rivisitazione del mondo dei più piccoli, attraversato dalla musica ascoltata anni fa alla radio, in televisione, nelle recite scolastiche, per “giovani nell’animo” come si dice nelle note di presentazione.
E allora gli ospiti si chiamano Jarvis Cocker, a recitare non senza una vena sarcastica, un classico dell’infanzia, le paradossali avventure di The Lion and Albert, Bonnie “Prince” Billy a cantare la malinconica ballad Puff The Magic Dragon, Stuart Murdoch nel delizioso walzer-ninnananna Florence’s Sad Song, Cerys Matthews nella sebastianiana White Horses, Kurt Wagner con coro di bambini e archi nella ballad ariosa di Inch Worm. E naturalmente Stuart Staples nell’incanto per archi di Hushabye Mountain, e nella conclusiva sussurrata Hey, Don’t You Cry.
Nella cultura anglosassone la letteratura per l’infanzia costituisce un ricco filone, anche per quanto riguarda gli illustratori, che confluisce nella letteratura inglese, con una lunga tradizione in questo senso, risalente all’Ottocento; il progetto è quindi perfettamente inserito in questo ambito, anche come riscoperta di song e storie ormai dimenticate che vale la pena di conoscere, secondo le intenzioni degli autori, e che si innesta perfettamente nel pop di artisti quali Belle & Sebastian e Tindersticks. Un disco assolutamente in tema quindi, tra candori childish, ballad malinconiche e spleen esistenzial-romantici, umori ironici, in cui i motivi infantili, innestati dai ricchi arrangiamenti e dalla coralità del progetto, rendono il risultato un delizioso esperimento nel suo genere.
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