Recensioni

Un improbabile punto di incontro tra la musica di frontiera, tipica di band come i Calexico, ed un’attitudine glam francamente spiazzante: sono questi gli ingredienti prevalenti nell’esordio di Stella Burns, moniker dietro il quale si nasconde Gianluca Maria Starace, già leader dei nostrani Hollowblue.
Stella Burns Loves You mette in fila quattordici episodi intrisi di umori desertici e western, dove a farla da padrone sono i suoni acustici e le ballate di chiara ispirazione nordamericana, con un occhio di riguardo ai cantautori borderline e ai cantori dell’epica tutta stelle-e-strisce del viaggio e dei suoi molteplici aspetti esistenziali. Non che manchino sferzate elettriche tendenti alle dodici battute, ma il mood principale è contraddistinto da canzoni malinconiche ideali per attraversare frontiere immaginarie e percorrere strade polverose che a volte guardano a sud, il Messico e i suoi mariachi, altre volte puntano al cuore di un continente freddo e quasi disabitato.
Ma, al di là di definizioni e stilemi, che pure non è arduo ricondurre ad esperienze artistiche di rilievo – Johnny Cash e Jim White, il Nick Cave nero e americano che rilegge Wanted Man di Bob Dylan, i già citati Calexico e il nostro Morricone, peraltro omaggiato in una canzone omonima – l’elemento che sorprende è la notevole fattura di queste composizioni. Quasi che si abbia davvero a che fare con un cantautore proveniente dal nuovo continente e non, invece, con un musicista italianissimo che, pur mantenendo la classicità tipica della band di provenienza – gli interessanti Hollowblue appunto – attua un processo di scarnificazione che lo porta a fare i conti direttamente con l’essenza stessa della canzone e delle sue diverse implicazioni comunicative.
Inevitabilmente indicato agli appassionati di indie folk, alternative country e di tutte le declinazioni tipiche della musica popolare americana, Stella Burns Loves You contiene alcune delle canzoni più belle ed intense che ci sia capitato di ascoltare in tale ambito: Stella Burns Loves You è mesta e sofferente, Tiny Miss F ha dentro i Calexico in stato di grazia come non lo sono più stati dai tempi di Hot Rail, You Can’t Be Safe From The Effects of Love muta per un attimo l’umore insufflando massicce dosi di elettricità, mentre Ordinary Man ci riporta di nuovo in cammino su una strada polverosa senza sapere bene dove siamo diretti. E non sono da meno lo stompin’ blues inquietante di Who Burned The Town, la pianistica e lirica Russian Eyes e l’elegia acustica di The Big Tide.
Stella Burns Loves You è dunque una significativa raccolta di canzoni dove tutto funziona alla perfezione e, pur guardando non propriamente al futuro, è in grado di presentarci un autore come ce ne sono pochi in circolazione. Sarebbe davvero un peccato che un disco di tale levatura passasse inosservato.
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