Recensioni

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Colpevolmente sottovalutati in casa propria, tanto da attualizzare l’assunto per cui nemo profeta in patria, gli Stearica si sono costruiti con anni di forsennata presenza sul campo un invidiabile seguito di pubblico e stima di colleghi in giro per il mondo.

Ne è ulteriore dimostrazione, dopo la parata di stelle sul debutto Oltre, questo comeback in cui il terzetto torinese condivide l’esperienza sonora coi maestri del psych-rock made in japan AMT di Kawabata Makoto. In realtà l’album è figlio di un tour comune e frutto di una vera e propria invasione reciproca in una sessione di improvvisazione collettiva presso l’Ortosonico di Pavia. Anzi, una “fotografia scattata il 32° giorno del tour” in cui le band hanno “invaso un pezzo di storia gli uni degli altri”, nelle loro parole. E l’invasione si manifesta sotto forme cangianti e mobili, muovendosi tra industrial-rock groovey e corposo (Queen Kong), space-rock tribale e futurista (Warp Leg), post-rock materico e psichedelico (Noodles + Peperoncino), isolazionismo avant-rumorista from outer space sgretolato in assalto noisy (I Nani). Non è però un caso che il più alto tasso di freakedelia si presenti nella lunga jam conclusiva 7 Alieni Al Di Sopra Di Ogni Sospetto: dilatata, spacey, rumorosa e aliena mostra al meglio il terreno d'incontro dei due progetti.

Un disco – anche in ricercata edizione vinilica con accluso dvd per l’inglese Robot Elephant – che unisce alla perfezione la mobilità del post-rock futurista degli Stearica e le dilatate atmosfere post-psych dei nippos e che fa, insomma, della libertà d’azione la sua forza principale.

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