Recensioni

Quasi dieci anni di carriera, gli Starsailor, e resistono: erano fuori moda all’epoca e continuano ad esserlo anche ora, che in teoria sarebbe anche un pregio. In teoria.
La voce di Walsh è tanto inconfondibile quanto uguale a se stessa, come il loro pop-rock fatto di canzoni quadrate e professionali, con inizio, centro e fine e i ricami tutti dove te li aspetti e dove manuale vuole, e inevitabilmente enfatiche (che Walsh non potrebbe cambiare impostazione nemmeno se volesse è più di un’impressione).
Tell me It’s Not Over, primo singolo che apre anche l’opera quarta, ha un giro di accordi sentito n volte un po’ vivacizzato dal piano (altro ingrediente immancabile) e il ritornello che inizia con un “now the lights out” che a quelle poche decine di milioni di persone che conoscono Smells Like Teen Spirits suonerà vagamente familiare; ma alla fine ha una leggerezza che tutto sommato funziona. Più del resto di un disco nel quale i pochi segnali di novità vengono dallo stomp col tremolo di The Thames e dal boogie di Stars And Stripes animato anch’esso dal tremolo e da un hammond salutare: le strofe, perché poi i ritornelli rassicurano i fans rientrando di corsa nei canoni abituali dello stile di casa (né poteva scuotere più di tanto le cose la figurina di Ron Wood nella title-track).
Qualche vibrazione acida movimenta anche Listen Up, ma in generale siamo sempre lì: Safe At Home, come dice il brano di chiusura, senza essersi mai allontanati troppo.
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