Recensioni

7.5

Non poteva essere diverso il ritorno degli Stars Of The Lid, dopo sei anni di assenza dall’acclamato The Tired Sounds of… Come
tutte le star che hanno un fan-base da rispettare anche la coppia
Wiltzie-McBride fa attenzione a onorare alcune regole specifiche.
Quindi il nuovo attesissimo lavoro è magniloquente, mastodontico,
colossale, epico. Esattamente come si conviene alle stelline texane
della palpebra post-isolazionista. And Their Refinement Of The Decline 
difficilmente scontenterà chi cercava da loro un nuovo abissale
turbinio ambient in cui sprofondare. Chi li ha ignorati finora invece
proseguirà ad ignorarli, perdendosi però alcune straordinarie pagine di
musica contemporanea. Solo i superficiali possono lasciarsi ingannare
dalla forma del doppio album. Questo disco non è un remake di The Tired Sounds Of…. Piuttosto è un ricercatissimo sequel che evolve le intuizioni ipotizzate in quel lavoro e nel disco dei Dead Texan.
Questo significa aumentare gli elementi acustici, ridurre i
campionamenti, enfatizzare il sinfonismo melodico, andare ad impattare
sempre di più con l’immaginario cinematografico. I riferimenti alle
colonne sonore di Zbigniew Preisner e George Delarue, già giocati in passato, diventano qui ancora  più preminenti. Addirittura i due si spingono a citare la sinfonia n° 2 di Alan Hovhaness The Mysterious Mountain,
nella versione diretta da Fritz Reiner e tenendo comunque a precisare
che è soprattutto il terzo movimento che li ha ispirati.

Tutto
questo significa che la musica dei due tende a rientrare sempre di meno
nella categoria “ambient” e sempre di più alla voce “classica
contemporanea”. La caligine pulviscolare che animava i precedenti
lavori qui è in secondo piano. Il suono è più fumoso e sfocato e come
tale più attento all’evoluzione melodica. Le emozionanti panoramiche
ambientali non mancano di certo, come nelle due parti di Articulate Silences, in Don’t Bother They’re Here  o Dopamine Clouds Over Craven Cottage. E’ nel passare dal primo al secondo disco che la componente sinfonica diventa sempre più evidente. Even If You’re Never Awake (Deuxieme) e Even (Out) + fanno da ponte.

I sali e scendi di Another Ballad for Heavy Lids e The Daughters Of Queit Minds. Il violoncello neo classico delle tormentate Hiberner Toujours e Tippy’s Demise.  Il suono di un occhio gettato oltre la biosfera in That Finger On Your Temple Is The Barrel Of My Raygun. Le note congelate di un piano in Humectez La Mouture ad aprire una solenne melodia à la Vangelis, prima che cali il sipario con la magniloquente (e annichilente) December Hunting For Vegetarian Fuckface. Quella di Wiltzie e McBride è una musica come sempre avulsa dai concetti di spazio e tempo. Meno dark ed ermetico di The Tired Sounds Of… ma non meno problematico e complesso, And Their Refinement Of The Decline conferma in pieno lo status dei due autori. Ci vorranno mesi prima di
padroneggiare completamente tutto il lavoro. Del resto c’è ancora molto
tempo prima che il catalogo Kranky arrivi a 150…

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