Recensioni

7.2

SSIEGE, al secolo Stefano Galli, è un nome che circola all’interno del sottobosco elettronico italiano da alcuni anni, precisamente da quando il debut lo ha fatto conoscere tra gli appassionati del settore. Sul personaggio si sa poco. Umbro di origine, dj ed ex-bassista, fondatore della label HomeMadeZucchero, ha raccolto le istanze cultural-musicali della sua esperienza di vita a Londra, per poi tornare in Italia.

Da quel che ha prodotto finora, coerenza e attenzione ai dettagli sembrano caratterizzarne una produzione che si presenta essenziale senza panegirici a favore di press. Qualche brano sparso prima, il debut di cui sopra – Fading Summer, l’EP Meteora del 2021 sulla olandese Knekelhuis di Mark van de Maat. Parliamo di un ambient variegata, morbida ed eterea che più che all’IDM di warpiana memoria e hauntologie varie deve di più ai pad senza attrito di Oneohtrix Point Never e James Ferraro.

Beautiful Age è il suo secondo album in studio, pubblicato sempre dalla britannica YOUTH. Richiamando ad una sorta di malinconia condivisa, racconta di stati d’animo liminali in modo garbato, come quelli che ci vengono suggeriti dall’enigmatica copertina del disco o dai titoli di alcuni brani, Drama Lover, Close Friends, Bianca. L’opener è dalle parti della techno dub di scuola Rod Modell (Dub Sottomarino), ma la tracklist punta altrove, a partire dall’esplorazione di una filigrana emotiva dal tratto impressionista, osservata con le ormai consuete lenti orientaliste (The Hidden Neon Paradise) in cui traspare l’amore per Sakamoto e l’ambient giapponese (Visions).

Ma ci sono anche mondi diversi dal nostro (Veyl) con gli arpeggi a portarci in spazi extra-terrestri (Visions, Drama Lover) o per spedizioni fantascientifiche à la Biosphere. Suggestioni perfette per momenti in cui il sole sorge. Un nome da tenere d’occhio.

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