Recensioni

Con un nome da biologi marini e i titoli delle tracce di questo Trip Trap che omaggiano chiaramente i gloriosi tempi dei videogiochi arcade, i russi Species of Fishes avrebbero potuto rappresentare il gruppo favorito dai nerd di ogni latitudine e longitudine, eppure la loro fama non ha mai oltrepassato i confini della madrepatria Russia. A rendergli i giusti onori – e il meritato posto nella storia della musica elettronica – pensa la connazionale, bella e talentuosa, Nina Kraviz, la producer moscovita che da qualche anno a questa parte ha rallentato con le produzioni (il recente EP Pochuvstvui arriva dopo un silenzio discografico che prosegue dal 2013) concentrandosi nella gestione della propria etichetta fondata nel 2014, quella Trip che già ci ha consegnato alcune pregevolissime uscite di Bjarki e di numerosi altri artisti (in una delle tante e ricche compilation appare anche lo sfuggente mostro sacro Aphex Twin).
Su Trip, poco più di un mese fa, vedeva la luce l’ottima e massiccia retrospettiva dedicata all’islandese Biogen, mentre ora apre i battenti Galaxiid, una sotto-etichetta completamente orientata al recupero di gemme electro dalla fredda e sterminata Russia. La prima uscita della neonata label è proprio il sophomore dei due Species of Fishes, quel Trip Trap che vide la luce per la prima volta nel 1996. Ventuno anni che si sentono tutti, sarebbe sciocco e ingiusto non riconoscerlo, ma quel gusto avanguardista e sperimentale, quel coraggio un po’ pazzo ed ingenuo tipico dei pionieri e degli esploratori, è indubbiamente il valore aggiunto di un disco che spazia tra ibridi noise-jungle (Crash Recovery) e dub infernale (Bfg9000 vs. Barons Of Hell), declinandoli però verso un ambient irregolare e pungente che, muovendosi sulle stesse lande sonore del contemporaneo Alec Empire, anticipa di quasi vent’anni i Boards of Canada post-apocalittici di Tomorrow’s Harvest.
Consigliatissima, questa ristampa ha il merito di restituire finalmente e internazionalmente il giusto valore e l’effettivo merito a Igor Kolyadny e Vitaly Stern, assoluti protagonisti dell’elettronica russa con il loro progetto Species of Fishes.
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