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5.8

Dopo un EP auto-prodotto (Work) che ha avuto il non trascurabile merito di spianare la strada a un contratto major, per questo sestetto di Austin giunge il momento del debutto, accompagnato dalla grancassa degli addetti ai lavori più accondiscendenti. Realizzato con il significativo aiuto di Mike McCarthy (Trail Of Dead), Movie Monster raccoglie in 13 brani tutte le ambizioni e velleità di questi giovani musicisti che, a giudicare da alcune delle influenze rintracciabili dall’ascolto, puntano decisamente in alto (sarà un caso la sfiorata citazione dei Can del titolo?).

I Sound Team si propongono infatti come un ensemble eclettico che, partendo da una base pop-wave, esplora in fase di arrangiamento una serie di soluzioni che vanno dal synth pop tra New Order e TV On The Radio (la title track)al p-funk robotico (Tv Torso), dall’indie melodico in stile Broken Social Scene (Born To Please) all’emul di Franz Ferdinand / Interpol (Your Eyes Are Liars, Shattered Glass) e Strokes (Back In Town); l’amalgama però, sfortunatamente, si risolve in una miscela di stili che alla lunga sa di pasticcio. Certo, alcuni tocchi denotano un certo buon gusto (il piano elettrico in No More Birthdays, gli echi Bowie / Eno periodo Heroes in Afterglow Years e Handful Of Billions), e la voce à la Jeff Tweedy del frontman Matt Oliver a volte riesce a dare buone vibrazioni, ma alla lunga è tutto troppo confuso. Della serie: non importa quanti ingredienti prelibati si hanno a disposizione, se non c’è un buon cuoco dietro ai fornelli.

 

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