Recensioni

6.5

The Lioness è registrato a Glasgow, con la partecipazione di Aidan Moffat, David Gow (Arab Strap) e Alasdair Roberts (Appendix Out), oltre ai soliti Geof Comings e Jonathan Cargill. La grigia e piovosa Scozia sembra incidere non poco sul mood del disco che si rivela ben più caliginoso e atmosferico di “Axxess & Ace” smarrendone d’altra parte i guizzi creativi. Molina pare un sacerdote-filosofo che prima recita solennemente il suo sermone sull’amore, con tanto di richiami all’immaginario animale ad exemplum, per poi ritirarsi in un’austera preghiera.
The Black Crow
, Tigress e la title track assumono un incedere epico e funereo mentre, in perfetto stile Arab Strap, è Being in
Love
con il cantato che si dispiega su un tappeto di organo e drum machine. Le indubbie capacità di scrittura del cantautore americano si rivelano altresì nella semplicità di Coxcomb Red – poche pennate di chitarra e la sua voce fragile e vibrante, gli ingredienti – ma la formula non sempre funziona a dovere: le scarne Back on Top, Baby Take a Look e Just a Spark non perpetuano la magia iniziale finendo per
diventare una coda superflua.

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