Recensioni

7.1

Quest’anno Sondre Lerche firma il sesto album e c’è già qualcuno che lo paragona a Paul McCartney piuttosto che un amante dei Belle And Sebastian particolarmente spigliato. Lui però l’umiltà di farti la domanda che conta ce l’ha. Tell me what you think about this song, chiede nell’omonima Heartbeat Radio. E chiedendotelo inizia a cantare lasciandoti la sensazione che non se la faccia davvero. Sondre e Robbie (Williams) hanno qualcosa in comune. Da sempre sanno d’essere dei talenti e forse il loro vero problema è proprio quello.

Il ragazzo from Bergen se l’è sempre sentito quel sangue da fottuto Michael J. Fox nelle vene. La commedia della canzone, l’epoca d’oro per eccellenza, tutte le big band, i San Remo buoni e cattivi, i Sinatra pop e quelli più jazz, gli swing e i twang. Tutti i mondi in smoking sono suoi, e lo sono sempre stati tanto che una soundtrack come Dan In Real Life (del 2007), manco a dirlo, gli era venuta come bere un caffè, quasi bella come quella di About A Boy che ci fece innamorare di Badly Drawn Boy (e dal quale abbiamo divorziato presto). E mentre Robbie s’affossa (anche commercialmente), l’oggi ci porta Heartbeat Radio servito ancora una volta caldo, dolce e con lo zucchero a velo sopra. Caria i denti, ma è buono.

Peccato per la canzone omonima, anche singolo, non all’altezza della Two Way Monologue che è poi l’hit insuperato. Ma nel disco c’è di cui godere e Like Lanzeby, vaudeville da tubetto dentrificio davanti allo specchio dedicata al James Bond più sfigato della storia (quello scozzese che gli muore la moglie per chi se lo fosse scordato) è proprio the track, bella perché in quell’ironia sotto traccia c’è il distinguo col Take That. Controllando i suoni, l’ego e la chitarrina da ritorno al futuro, Sondre surfa sul mainstream senza fottersi.

Archi e fiati cinquanta style vanno alla grande in I Guess It’s Gonna Rain Today ma è If Only è il gioiello d’arrangiamento e melodia. Hip hop, soundtrack 007, dub, samba. Di tutto e di più in una coralità limpida come davvero poco pop riesce. Al contrario, non manca l’essenzialità: Pioneer è quel che ci vuole per i corretti paragoni con il baronetto. Infine i difetti, non mancano sicuramente in quest’album: pose disney (Words & Music) e quelle Ottanta (Almighty Moon) sanno di minestra bollita e del resto, dai Cinquanta agli Ottanta (e ritorno) non si esce vivi. Speriamo che per questa strada non si finisca dalle parti di Quantum Leap (il telefilm).

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette