Recensioni

7.2

Brucia più in fretta di una sigaretta l’esordio degli sbirri con più classe del mondo. Quartetto rock per antonomasia, Nicolò Fortuni (voce, ex With Love), Marco Rapisarda (basso, ex-tutto, attualmente Crocodiles e Blank Dogs e padre di Hell! Yes), Matteo Vallicelli (batteria) e Edoardo Vaccari (chitarra) sono un concentrato di energia punk sboccata e anacronistica, dritta in faccia e nichilista, ma proprio per questo viva e genuina.

Belli, giovani e cattivi. Fasciati in uniformi all-black sparano un concentrato di punk ’77 made in NY (Ramones e Dead Boys su tutti) con influenze garage e beat italiano dei sessanta letteralmente irresistibile. Di quello che ti fa muovere il culo come un ossesso pure seduto al computer e cantare a squarciagola ironici inni sing-a-long debosciati, pungenti, irriverenti e appiccicosissimi. Sempre irrimediabilmente contro, anthemici a nastro e intelligentemente sempre sul crinale del doppiosenso tra il di qua e il di là della barricata: menzione speciale per Facile Bersaglio e il suo indimenticabile ritornello, per l’outing insabbiato di Meglio Insabbiare (il dispiacere di dire a mia madre che ero gay…ti cucio addosso la divisa prima che se ne accorga) e per il poliziotto imbranato di La Legge Del Più Debole.

Un trittico d’apertura letteralmente da sballo – il garage-rock sguaiato e fuori luogo di Realtà Cercami, il surf-psychobilly cavernoso di Vesciche Di Guerra, il punk’n’roll tutto stop&go di Il Cattivo Tenente – mette al tappeto in 5 minuti netti, ma è tutto a scorrere veloce e impazzito sulle stesse coordinate: voci incazzate, insieme diafane e melodiche su un carrarmato punk-garage-rock senza freni.

Roba a originalità zero. Ma di quella che se fatta bene come in questo caso, si torna subito ai vent’anni. Per certe musiche, miglior pregio non può esserci.

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