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Music by your imaginary friend. E’ così che piace essere descritto il virtuoso ragazzo, forse uomo, che si cela dietro la luminosa maschera a zebra. Slow Magic compare nella scena musicale nel 2012 e decide di rimanere nell’anonimato, di nascondersi dietro un travestimento e di produrre suoni che riescono a cullarci nei loro spensierati scenari onirici. Non si sa molto sulla sua identità, tranne che ha una pagina facebook, su cui posta fotografie con filtri vintage parecchio convincenti, e un suo sito personale.

Il suo album di debutto Triangle, con una cover che ne anticipa la serena limpidezza vaporosa, si articola in otto tracce ognuna quasi a sé stante per suoni e voci, ma sempre mosse da un filo conduttore che regge l’impalcatura di quello che pare un viaggio coerente. Slow Magic condisce il tutto con live performances in cui suona un gran tamburo, quasi a rimarcare le radici dei propri beats con ritmi tribali. Corvette Cassette apre il disco e pare di essere in un safari, c’è la natura, i bambini cantano in loop e tutto scorre davanti agli occhi in slow motion, vibrazioni che ritornano in Toddler Tiger. Feel Flows presenta un beat interessantissimo, tondo e coinvolgente: lascia molto spazio alle percussioni, ai tamburi e a una voce maschile che serpeggia e s’interseca con un sinth vibrato e altalenante. Seguono altre tracce che trasportano verso l’immagine del sole che cala nel nostro safari di sensazioni, fino a essere ingoiato dall’orizzonte. Il viaggio termina con la cullante Music: si inseriscono gradualmente alcuni giri di tastiera, che non invadono la scenografia e traghettano verso un’outro in spoken words.

In meno di 30 minuti Slow Magic riesce a creare un microcosmo di chillwave ben riuscita e innovativa per alcuni suoi suoni e idee; una declinazione forse incauta, forse solo più serena di un genere che ha solide basi ma schemi compositivi sempre più liberi allo sperimentare (e bene così!). Peccato forse la brevissima durata del disco. Che sia la musica da background mentre vi leggete un libro a casa o che sia il vostro ritmo mentre lavorate nelle vigne neozelandesi, ve lo consigliamo assolutamente.

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