Recensioni

Non molto noti da questa parte dell'oceano Atlantico, i canadesi Sloan continuano da vent'anni a predicare la loro formula di pop rock a base di classici e riferimenti Ninenties nel continente nordamericano, con apici notevoli (Between The Bridges del 1999) e qualche caduta di tono (le trenta tracce di Never Heard The End Of It del 2006), ma senza mai scendere sotto un livello medio tutt'altro che basso. The Double Cross è il decimo della lista ed esce il giorno del ventesimo anniversario del primo show.
Il dato che si consolida con queste dodici tracce è la notevole classe del combo canadese, composto da quattro polistrumentisti che si avvicendano alla scrittura e alla voce principale senza perdere la coesione. Dal loro incrocio di rock Seventies, pop e armonie vocali Sixties non ci si aspetta sicuramente nulla di innovativo, ma l'intrattenimento che delle vecchie volpi dell'indie sono in grado di regalare. E ascoltando The Double Cross stupisce il tasso di divertimento che i quattro sembrano ancora trovare nello scrivere e suonare insieme. Si veda, da questo punto di vista il gioco delle citazioni interne, di cui vi segnaliamo la reprise del tema della quarta traccia, Shadow of Love, nella decima, Beverly Terrace, mentre vi lasciamo il piacere di scoprire autonomamente le altre.
Il programma si svolge tra maschio rock Seventies come Bobbie Gilliespie pagherebbe per riuscire a scrivere (Follow The Leader e Unkind), turbamenti power pop con sfumature surf (You're Daddy Will Do), schegge Stooges (It's Plain to See), ballad da FM (Loving So Low) e il pianoforte suonato con il polso bloccato di (The Answer Was You). In piena forma, si meritano l'etichetta di 'classici'.
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