Recensioni

Il terzo disco degli Sleigh Bells arriva dopo un anno e mezzo dal buon Reign Of Terror. Da loro non ci aspettavamo una vena compositiva così prolifica, ma tant’è: Derek E. Miller e Alexis Krauss son tornati con il loro shred-pop chitarroso e pompante. Stando alle poche dichiarazioni che hanno preceduto l’uscita, i primi pezzi sono stati registrati a febbraio e il pacchetto è stato finalizzato in poco tempo. Quest’urgenza è un marchio di fabbrica del duo di Brooklyn e viene tradotta in ritmiche semplici ma efficaci, ostinati pestaggi percussivi che ricordano i Nine Inch Nails, qualche distorsione alle chitarre e metriche che si rifanno all’hip hop. I principali riferimenti, già pienamente utilizzati nei precedenti episodi, sono M.I.A. (Sugarcane), i Beastie Boys (la titletrack), le riot grrrl e il pop ubermainstream (To Hell With You, vedi alla voce Katy Perry o Miley Cyrus). In più si dice che il tutto sia stato ispirato anche da Michael Jackson (Sing Like A Wire) e Beyoncé, quindi ancora pop e r&b commerciale.
Miller è cresciuto e dice di essersi stancato di uscire ogni sera, di fare le ore piccole e di sbronzarsi. Alexis ha dichiarato che il compagno di band è diventato quasi straight-edge. I due raccontano anche di aver iniziato a fare boxe in una palestra vicino allo studio di registrazione. Sveglia alle 7, allenamento e poi in studio. Siamo diventati grandi? Pare proprio di sì. Non solo cambiamenti di routine, però. Lutti familiari (Derek Miller ha perso il padre) e una successiva rinascita su un mood più positivo sono gli ingredienti che aprono una nuova strada alla band.
Dal punto di vista musicale non ci sono grosse novità. Il disco è una buona prova di rock con chitarre noisy filtrate wave ’80 e qualche inserto di tastiere (recentissimo anche per loro un bel remix per Chloroform dei Phoenix). Il risultato suona bene, si ascolta molto volentieri e c’è pure qualche singolo che spacca (Young Legends). Dieci pezzi che non rivoluzionano la storia del rock, ma che fanno passare una mezz’ora piacevole. Presi a piccole dosi non fanno poi così male.
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