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6.9

Dai primi accordi di acustica, dalle povere percussioni e dai vocalizzi evanescenti di Mother, The Sun Makes Me Cry (e ovviamente dal titolo della canzone) si direbbe di trovarsi di fronte a paccottiglia hippie – genere primi T-Rex – oltretutto scaduta, giusto da una quarantina di anni. Il sopraggiungere di una 12-corde “che più McGuinn non si può” nella seconda traccia Belle Of The Woodsman’s Autumn Hall fugherebbe ogni dubbio a molti ascoltatori scettici: un altro stanco revival. Eppure ci sono non poche interferenze che inficiano la facilità di un simile giudizio, a partire dai protagonisti del progetto: Donovan Quinn (Verdure) e Glenn Donaldson (Jewelled Antler Collective), non proprio dei supini revivalisti, ma soprattutto realizzando come la musica sia il prodotto di un certosino intreccio fra field recordings di uccelli, insetti, animaletti vari e suoni di dulcimer, mandolini e ocarine.

Il fugace ringraziamento a Kenneth Patchen nell’interno di copertina chiarisce del tutto le ascendenze del disco: siamo ben prima del flower-power e addirittura nel pre-beat, intorno a quei poeti (Patchen, Everson, Rexroth) che già a loro volta rielaboravano la poesia silvestre di Walt Whitman non disdegnando però l’innovazione e la contaminazione, come dimostra la loro pionieristica attività di jazz-poetry. Allo stesso modo Quinn e Donaldson più che riproporre stilemi passati sono protesi in uno sforzo di ricerca psicogeografica, unito a un’inusuale istanza comunicativa per il giro cosiddetto “New Weird” che potremmo interpretare come un’attitudine glo-cale fatta di genius loci, avvicinato con le registrazioni sul campo, e anima mundi, ghermita con melodie orecchiabili e accattivanti. Ma nonostante l’indubbia qualità raggiunta alla terza uscita – la prima a a godere di una certa esposizione grazie al marchio Jagjaguwar – il rischio di essere fraintesi è ancora alto, come dimostra ad esempio Clouds Through Sparrows Eyes che scippa un riff agli Stones (The Last Time), mentre la finale A Child Adrift lascia intendere come la strada della melodia sia più che congeniale ai Leopards. Vedremo a che punto saranno nella prossima uscita che – ci scommettiamo – non si farà attendere troppo.

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