Recensioni

7.4

Di Joel Wästberg in arte sir Was si era già parlato (e bene) su queste pagine, quando nel 2017 aveva dato alla luce il suo disco d’esordio Digging A TunnelTra echi di Dilla e D’Angelo, Wästberg aveva pittato un bell’affresco di doppia H in salsa scandinava, riuscendo a risultare al contempo rispettoso dei numi sacri di qui su e dissacrante, desideroso di uccidere metaforicamente i padri e scovare nuove vie da esplorare. Holding On To A Dream, sua seconda fatica discografica, si mantiene decisamente sugli altissimi standard del suo predecessore.

Licenziato dalla Memphis Industries (il precedente era uscito sotto l’egida di City Slang) Holding On To A Dream è la definitiva consacrazione dello svedese giramondo, deciso step in avanti in materia di maturità compositiva e di arrangiamenti. Anticipato dal popettino ispirato di Deployed, che vede la partecipazione di Yukimi Nagano dei suoi conterranei Little Dragon, Holding On To A Dream regala nei suoi quaranta minuti e spiccioli bei momenti di dream/pop/soul, risultando convincente ed estremamente eterogeneo. Momenti apicali del disco, oltre ovviamente al già citato singolo trainante, il pop sognante in uptempo di No Giving Up, la camminata in assenza di gravità della openin’ track Fly Away e la rarefatta e lenticolare The Sun Will Shine, ideale chiusura di un lavoro convincente e bello.

Due lavori e due prove convincenti per lo svedese dal cuore afro: non male, nevvero? Aspettiamo la proverbiale terza prova per inserirlo nel gotha degli artisti imprescindibili, ma per ora diciamo che è tutto un bel sentire.

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