Recensioni

Dopo My Awesome Mixtape (ormai chiuso) e Quackers and Mormons (al momento in stand-by), ecco il nuovo progetto di Paolo “Maolo” Torreggiani: Sin/Cos. La carriera sonica del musicista bolognese parte da un pop catchy, taglia con l’hip-hop cerebrale intriso di estetica Anticon e arriva oggi a un electro soul più o meno meditativo/melò che sfrutta a pieno le potenzialità del vocoder, dell’harmonizer e dell’autotuning. Roba che si ascolta facilmente, che cavalca lo zeitgeist post-Blakeiano e che non ha bisogno di troppi filtri per essere capita.
Grazie anche alle aggiunte elettroniche della seconda metà del duo (Vittorio Marchetti, già membro di Altre di B, Obagevi e osc2x), alle voci di Laura Loriga (Mimes of Wine, Giardini di Mirò), al violino di Federico Spadoni (unico ex My Awesome Mixtape) e alla produzione di Lorenzo Nada aka godblesscomputers, non si può dire che il prodotto non fili bene. Se fosse stato il Drake o il Lamar di turno, il ragazzo avrebbe sbancato in America, di certo. Invece qui sarà percepito come l’ennesimo poser un po’ troppo malinconico che esagera con i tool che snaturano la voce e che non suonano abbastanza “underground” (sempre che questa definizione abbia ancora un significato).
Dopo qualche ascolto si capisce, al contrario, che il progetto cerca di esplorare in modo personale il pop italiano, uno dei territori su cui è più facile impantanarsi. Seguendo alcune piste che erano state ben delineate dagli Amari e da qualche artista della scena italo-Wonky, rinfrescando il tutto con tocchi à la Tarwater (Armanian) ed estetiche 4AD (Colours) o Morr (Asteroid), Parallelograms ci sembra il risultato migliore della carriera del musicista, svincolato dalle spintarelle di nomi illustri e da premi più o meno blasonati. La prima vera risposta italiana al nu-soul d’oltreoceano.
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