Recensioni

Un lavoro in bilico tra l’universale e il quotidiano, tra ricordi d’infanzia, ragni nella vasca da bagno e domande che non avranno mai risposte. Si presenta così Saturno, l’album di debutto del progetto Simone mi odia, alias dietro il quale si cela Simone Stopponi, già chitarrista dei Petramante. Otto brani inediti più una cover di Luigi Tenco compongono questo lavoro indie pop in bilico tra cantautorato sussurrato e poetico e momenti più sferzanti.
Prodotto e arrangiato da Lorenzo Corti (chitarrista per Nada e Le Luci della centrale elettrica), Saturno trova molti riferimenti nei cantautori anni ’70 (Sergio Endrigo, Dalla, il già citato Tenco) quanto diversi rimandi al rock d’autore più contemporaneo (Cristina Donà, Cesare Basile) ma riesce – seppur non sempre – a distillare in ballate pop momenti di ordinaria semplicità e riflessioni personali. La traccia di apertura Betoniera rappresenta un po’ il manifesto di un approccio che si fa carico di spunti “pesanti” con la leggerezza di una passeggiata in campagna.
Da qualche parte è una riflessione personale e accorata su una vita spesa dentro, attorno o inseguendo la musica, mentre è la successiva Cuori Quadri Fiori Picche a dover fare i conti con l’assenza, tra illusioni di una vita, intervalli rockeggianti e un finale che fa il verso a Rino Gaetano. Incubi, paure e illusioni fanno da corollario a I Consigli del ragno in cui il gusto dell’ordinario tanto ricorda il Colapesce dell’esordio. Non dirlo a nessuno e una decisa Com’è difficile chiudono un lavoro che non svetta mai per originali meriti compositivi, pur dimostrando una naturale abilità nel tenere insieme tematiche lontane e lasciando intravedere ancora tanto da raccontare.
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