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Come c’era quindi da aspettarsi, il pubblico si è presentato numeroso, riempiendo uno dei migliori locali per la musica dal vivo a Pechino, il centralissimo Yugongyishan. Il palco e la platea sono stati per l’occasione allestiti con schermi su cui erano proiettate le immagini riprese sul palco, concentrate sui gesti e gli apparecchi manovrati dai musicisti.

Visto che il promoter principale della serata è stata l’etichetta Rose Mansion Analog, ad aprire l’esibizione sono stati proprio due gruppi di punta di questa label pechinese: Soviet Pop e The Offset: Spectales.

Il primo è un progetto giovane, anche per l’età dei suoi membri, nato dalla sezione ritmica degli ormai affermati Carsick Cars; hanno portato sul palco strumenti elettronici vintage (un imponente synth analogico modulare, Korg Ms-20, ecc.). Elettronica minimale, fatta di drone scuri e pulsanti su cui una voce fragile declama una certa inquietudine. Difficile dire quanto i Soviet Pop siano ormai un gruppo maturo, certo è che visto lo sfoggio della strumentazione potrebbero osare di più. The Offset: Spectacles sono invece un trio principalmente chitarristico la cui maggiore influenza – piuttosto palese – sono i Velvet Underground (e non è un caso se, come per i Silver Apples, siamo nella New York di fine anni Sessanta). Brani ruvidi e ipnotici, gli Offset: Spectacles sono considerati una delle band emergenti più interessanti, ma devono ancora affinare la propria identità musicale.

Quando poi Simon Coxe/Silver Apples è salito sul palco e si è posizionato dietro ai suoi apparecchi, il pubblico lo ha accolto molto calorosamente, per poi letteralmente esplodere non appena Simon ha messo mano alla manopola dell’oscillatore. Un gesto che è una delle immagini più rappresentative del nome Silver Apples e che, allo stesso tempo, è un segno atteso da molti giovani cinesi, come una nuova icona del loro immaginario.

Silver Apples ha suonato per lo più su tracce ritmiche pre-registrate (riprodotte non senza qualche problema tecnico), sopra le quali ha aggiunto voce, campionamenti, effetti e gli inconfondibili assoli di oscillatore. Un concerto breve ma intenso, se non proprio nell’esecuzione, sicuramente nell’atmosfera. Sono stati i brani suonati dai primi due album ad infiammare il pubblico: i classici Oscillations e I Have Known Love su tutti, i cui testi in Cina erano già stati imparati a memoria da tempo.

Appena dopo una decina di brani Simon Coxe ha fatto segno che per lui era ora di andare a dormire. Si sa che se la musica è senza età, non lo sono altrettanto i musicisti.

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