Recensioni

City Limits Volume 2, ovvero, anche Silkie prova a cimentarsi negli orizzonti post-step UK. Dopo essere andato a fondo tra le pieghe UK bass con il volume 1 del 2009, il producer londinese mette da parte le ormai obsolete claustrofobie dub e insegue le nuove formule recentemente pervenute: a porsi in evidenza in questo caso sono le ambizioni space-ambient di Feel, che seguono gli ultimi passi di Starkey (ripasso obbligato alla notevole serie di EPs Space Traitor) e mosse come Selva Nova o Boogie Boy che gettano furbamente l'amo nelle mode dance londinesi (gesto non plateale come nei Magnetic Man, ma trattasi della stessa intuizione destinata al successo).
Il versante bass storico è comunque coltivato, con Lucky e New York City a rispolverare quelle forme già scolpite ad arte nel My Demons di Distance. Il vero faro-guida però continua ad essere Skream, non solo per il featuring d'autore in Untitled ma in generale per il carattere d'approccio alla materia dubstep: non si azzardano salti nel vuoto ma spostamenti di rotta nel complesso contenuti, sempre accompagnati da un'ossatura comunque classica. Se Outside The Box vi aveva preso male per le derive eccessive, potrete apprezzare il maggior rigore di questo suo discendente. Ma non provate a lamentarvi per mancanza di innovazione.
Amazon
