Recensioni

Stimolante per la mente, astratta ed esoterica. E’ la techno di Sigha nel nuovo Metabolism, secondo lavoro sulla lunga durata a cinque anni dall’esordio sulla Hotflush di Scuba con Living With Ghosts. Il producer britannico firma la terza release sulla belga Token – dopo i 12″ Our Father / A Better Way Of Living (2015) e Christ Figures / New Puritan (2016) – lasciando da parte le killer track su cassa dritta dell’esordio. Se in quel lavoro l’obiettivo era sfondare nei club teutonici con treni ad alta velocità, sangue e sudore, ora il producer si rivolge ad ascolti più immersivi, a un dancefloor che vuole lasciarsi ammaliare da suoni gotici (il droning diafano dell’apertura di Suffocate) e atmosfere sci-fi. Il titolo, così come i nomi delle tracce, evoca un immaginario distopico di mutazioni e intelligenze artificiali.
È evidente una sperimentazione maggiore, in questo Metabolism, da rintracciare nelle costruzioni semi cubiste di Porcelain e Her, nei pervasivi bordoni di Coming Apart, nei suoni glitch di Positive Mutation che si mischiano a synth celestiali in Morning Star. Sono episodi in cui il ritmo si muove su sincopi e bassi spezzati. Certo, i quattro quarti non mancano, e lì Sigha fa il suo mestiere, da buon padrone della consolle: Down, Stabbing, Strobing e soprattutto Black Missing tirano dritto in autobahn tra astrazioni e classiche pause-riprese d’assalto. Un mix di grande qualità che forse non farà felici i clubber puristi, ma abbraccerà una fetta maggiore di ascoltatori di quella che veniva denominata IDM.
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