Recensioni

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Luci e oscurità, salite e discese, carezze alla mente e docili vibrazioni corporee. Chi cercasse in questo album la techno dritta e anfetaminica per lunghe ore di sudore e visioni, farebbe meglio a premere stop sul player. Shed con The Final Experiment offre un ulteriore conferma del suo approccio eclettico e ricercato, assieme analogico e digitale alla musica elettronica: «Alcune persone – ha dichiarato recentemente in un’intervista concessa a Resident Advisor – pensano che la techno sia solo una cassa in quattro tempi condita da hi-hat, ma per me rappresenta molto di più». E quel di più per il producer britannico si risolve in una macchina del tempo che catapulta l’ascoltatore in un capannone abbandonato di Sheffield tra breakbeat, rave e chill-out, in un cortocircuito temporale tra gli 808 State di fine 80s e l’Aphex Twin dei primi 90s, in particolare quello dei due volumi di SAW ma anche di …I Care Because You Do.

Non è la prima volta che Shed unisce strutture berlinesi alla ricca tradizione della club culture britannica, già dall’ottimo e fondamentale Shedding The Past del 2008 (poi seguito due anni dopo da The Traveller) questa traiettoria era già ben delineata, seppur da quelle parti si sperimentasse all’interno dei confini dell’evoluzionismo dubstep. In quest’ultimo lavoro invece, benché non manchi l’energia (Black Heart), si esce dal club per fare un salto in campagna, per quegli stessi prati dove è nata tutta l’IDM britannica di casa Warp. Di conseguenza, in The Final Experiment dominano beat più sciolti e liberi rispetto al passato, mentre a governare lo spazio troviamo distese ambientali fatte di tastiere dilatate in bucolica trance (Xtra, System Azac), arpeggi magnetici (Extreme SAT, ER1761, Razor Control), malinconiche note al piano (CALL32075) ed altre suggestioni meditative (Outgoing Society).

Quella di Shed è una corsetta in souplesse tra sentieri spesso pianeggianti e solo a tratti impervi. Una via personale alla techno che, dopo il mezzo passo falso di The Killer, ci restituisce il producer in tutto il suo estro creativo.

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